
"Il mondo sta affrontando una rivoluzione più profonda della sostituzione del cavo di rame da parte delle fibre ottiche o dei pannelli elettro-luminescenti che sostituiranno prima o poi la carta da giornale. Quello che ora è sostanzialmente un monologo diventerà una forma di conversazione; l'impersonale diverrà personale; i mezzi di comunicazione di massa finiranno per scomparire" Nicholas Negroponte, 1990
Sembra proprio che le affermazioni di Negroponte si stiano per avverare, un unico medium (come gia Marshall McLuhan profetizzava negli anni '60) digitale come unico strumento per veicolare l'informazione globale. Affascinante, specialmente per coloro che in questo periodo stanno lavorando alla produzione di contenuti digitali. Ma il rapporto rilasciato dall'EFF (Electronic Frontier Foundation fondata nel 1990 a tutela della libera diffusione della conoscenza digitale) sui nuovi standard DVB (Digital Video Broadcasting), gli standard per la nuova televisione digitale, non è per niente entusiasmante.
Se parliamo poi del panorama italiano, dove la televisone digitale terrestre è stata promossa soltanto per riuscire a vendere contenuti a pagamento, senza preoccuparsi minimamente dei nuovi standard qualitativi dell'alta definizione o delle innovative modalità partecipative che l'utente potrebbe instaurare con il media digitale, possiamo sicuramente affermare che la situazione è veramente disastrosa.