

La nascita della PIXAR
Dopo l'innovativo short "The Adventures of Andrè and Wally B”, il rapporto tra il team della Computer Graphics Division e la LucasFilm si deteriora fino alla rottura.
L’uscita di scena di Catmull, Reeves, Lesseter e compagni dalla LucasFilm coincide con un altro episodio: l’estromissione dalla guida della Apple di Steven Jobs, creatore della stessa Apple e del Macintosh, egli decide cosi di rilevare nel 1986 la ex divisione della IL+M assicurandosi così uno dei più brillanti gruppi di lavoro mai esistiti in campo informatico.
La nuova società, la Pixar Animation Studios, si dedicherà a tempo pieno allo sviluppo di animazioni 3D grazie anche allo sviluppo di software specifico realizzato dallo stesso gruppo come il motore di rendering Photorealistic RenderMan presentato nel 1988.
L’impegno degli Studios è quello di applicare l’arte dell’animazione tradizionale al digitale riscrivendo così le metodologie per animare i personaggi con il movimento e per conferire loro profondità di carattere e spessore emotivo.
Gli short prodotti vengono presentati puntualmente al SIGGRAPH riscuotendo un enorme successo:
del 1986 è il corto “Luxo Jr”, in cui due lampade da tavolo, padre e figlio, prendono vita. John Lasseter introduce nel campo dell'animazione digitale la regia cinematografica, quindi fa uso di inquadrature variate e tagli di montaggio significante, riscoprendo il valore essenziale della narrazione. I due personaggi sono fortemente caratterizzati, grazie alla naturalezza dei movimenti e alle sfumature psicologiche che gli animatori riescono ad attribuirgli le lampade perdono la loro realtà di oggetti metallici divenendo espressive e comunicando le loro emozioni.
Dell’anno seguente è “Red’s dream” dove un monociclo abbandonato in un angolo di un negozio sogna di essere al centro di una spettacolo da circo mentre nel 1988 esce "Tin Toy", il primo film realizzato in computer grafica ad essere premiato con un Oscar. Il film è un riuscito tentativo di giocare con le regole dell’animazione tradizionale per conferire profondità al carattere di personaggi fantastici.
Dopo "Knicknack"(1989), Lasseter decide che è il momento di fare il grande passo verso il lungometraggio in animazione digitale, da una collaborazione con la Disney nasce "Toy Story" (1995), realizzato interamente con tecniche digitali 3D.