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La sensazione di tridimensionalità che abbiamo quando guardiamo un oggetto ci è fornita dalla presenza dei due occhi. Questi essendo distanziati tra loro (circa 6,5 cm) ci forniscono due immagini bidimensionali diverse che il cervello elabora in un'unica immagine in rilievo, permettendoci di stimare le dimensioni attraverso una valutazione differenziale relativa (fusione: sovrapposizione delle due immagini provenienti dai due occhi; stereopsi: analisi delle differenza esistenti tra le immagini provenienti dai due occhi a causa della paralasse, permettendo la percezione della profondità).
Questo effetto percettivo, che prende il nome di stereoscopia (“visione spaziale”, dalle parole greche “stereo”, che significa “spazio” e “skopein” che vuol dire “vedere”), è legato all'angolo di convergenza degli assi visuali che dalle pupille si incontrano sull'oggetto osservato.

 

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